LA LORO FAME E IL NOSTRO SPRECO
DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Il 5 febbraio è la Giornata Contro lo Spreco Alimentare.
Il 16 ottobre è la Giornata dell'Alimentazione.
Ma il momento per impegnarsi in prima persona è oggi.
Un Pasto al Giorno vuole mantenere costante l’attenzione verso un problema incalzante per il nostro pianeta, economicamente destabilizzante e moralmente inaccettabile. Il momento giusto per impegnarsi in prima persona è anche oggi, è sempre.

Forse non ci abbiamo mai pensato, ma la fame di tante, troppe, persone e il nostro spreco sono le due facce della stessa medaglia – o, per dirla con le parole di Papa Francesco: “Il cibo che buttiamo via è come se lo avessimo rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame”. Certo, non è possibile impacchettare ciò che giace nel cassetto del frigorifero o sta per scadere nella dispensa e spedirlo a chi non ha da mangiare, ma abbiamo il dovere di agire. Come?

Promuovendo una cultura che riconosca la nostra condizione privilegiata e che punti ad un uso più misurato e consapevole del cibo.
Compiendo piccoli gesti quotidiani, che devono diventare buone abitudini, per evitare gli sprechi, di qualsiasi natura essi siano. E tenendo bene a mente che, per qualcuno, riutilizzare ciò che altri avanzano o buttano è una questione di sopravvivenza.

In Zambia la gente dei compound compra nei retrobottega dei macellai le ossa dei maiali, le zampe e le teste delle galline: non possono permettersi altro per preparare il brodo da accompagnare alle verdure stufate e all’inshima, la polenta di mais.

In Cile i più poveri tra i poveri raccolgono dai banchi del mercato le foglie di lattuga, i ciuffi di carote, i pomodori troppo maturi: sono gli ingredienti con cui cucinano la zuppa, spesso l’unico pasto della giornata.

Senza andare così lontano, in Italia, sono sempre di più le persone che contano sulle mense popolari e sui pacchi alimentari – e non parliamo solo dei senza fissa dimora, ma dei nostri vicini di casa. Davanti a tutto ciò, Un Pasto al Giorno potesse fare era distribuire la pasta avanzata dall’edizione 2016 a qualcuno che la condisse con un sugo preparato come si deve: le Cucine Economiche Popolari di Padova, la Mensa della Fraternità di Bologna e la Caritas di Macerata.


TUTTE LE BUONE PRATICHE
PER RIDURRE TUTTI GLI SPRECHI

Davanti a tutto ciò, il minimo che ciascuno di noi può fare è impegnarsi in prima persona: se siamo così fortunati da non poter comprendere il dramma di chi ha fame, abbiamo il dovere civile e morale di rispettare quelli che lo vivono quotidianamente.
Iniziando, magari, da un ricettario antispreco, che insegna a portare in tavola in una nuova veste gli avanzi del giorno prima e coinvolge in piatti mai banali anche le parti meno nobili degli ortaggi. Un ricettario che restituisce al cibo il giusto peso.
Il risultato, vedrete, sarà notevole: dal punto di vista economico, culinario, ma soprattutto sociale e morale.

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