Eugenio

Ora è lo "zio" di casa

Eugenio ha 58 anni vive in Russia e per quindici anni la strada è stata la sua casa, una casa buia, sporca, fredda, dove gli unici odori che poteva sentire erano quelli dell’alcool che gli annebbiava la vista e gli intorpidiva le mani.

Eugenio è sempre stato un gran lavoratore; poi è finito in strada per situazioni familiari sfortunate e perché l’alcolismo è una piaga sociale tremenda. Bicchiere dopo bicchiere Eugenio distruggeva il suo corpo e il suo spirito, distruggeva i suoi ricordi dimenticando il suo passato. Non ha mai chiesto nulla alle persone che gli passavano accanto con indifferenza, ha sempre cercato di provvedere a se stesso in ogni modo per non disturbare e per rimanere invisibile agli occhi della gente.

Essere senza fissa dimora in Russia è forse peggio che esserlo in altri paesi, perché il freddo non perdona: ad Eugenio ha portato via le mani e i piedi rendendolo inerme ed indifeso.
 

Una sera, camminando per i vicoli di Astrakhan, l’abbiamo incontrato: le coperte gli coprivano quasi tutto il viso ma non erano sufficienti a riscaldarlo, si intravedevano le mani segnate dal gelo che in Russia è come una lama tagliente.

Quella sera avevamo del brodo caldo con noi e, con gentilezza, abbiamo avvicinato la ciotola al suo viso. È bastato il profumo e il calore del vapore per far sì che Eugenio abbassasse le sue difese e ci guardasse, con degli occhi nuovi, non solo di ringraziamento ma anche di speranza.

Quella sera è iniziata per lui una nuova fase della vita: l’abbiamo accolto e, giorno dopo giorno, lo abbiamo aiutato a riacquistare la dignità di uomo che da troppo tempo aveva perso.



La solitudine provata in quegli anni dolorosi ha fortemente condizionato il suo linguaggio e le sue abitudini; vivere in una famiglia e adeguarsi ai suoi ritmi non è certo facile ma passo dopo passo ce l’abbiamo fatta, insieme.

Ora Eugenio è lo “Zio” di casa e ci accompagna durante le uscite in strada per prendersi cura, insieme a noi, delle persone che come lui non hanno più un lavoro, una casa, una famiglia. La presenza di Eugenio conforta e rincuora e con la sua testimonianza trasmette una nuova e ritrovata fiducia verso il futuro. 

È proprio in quei momenti che ripenso a quella ciotola fumante e ai suoi occhi che, adesso, hanno una luce nuova, la luce di una nuova vita.



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