Jackson

Il maestro dei bimbi di strada

Quando papà è morto avevo solo 2 anni e quando è morta anche la mamma sono andato da una zia.
Mi permetteva di andare a scuola perché ero bravo e avevo la borsa di studio. Un giorno, però, ho scoperto che non l’avrei più ricevuta e che non sarei più potuto andare a scuola. Il mio sogno più grande si era infranto davanti ai miei occhi.

Ho cominciato a girare per strada, facevo qualunque tipo di lavoretto pur di guadagnare i soldi per pagarmi la scuola. Se ripenso a quanto sono stato vicino a diventare un ragazzo di strada, mi viene un brivido. Perché quando finisci in strada, non sempre riesci a tornare indietro.
Una sera sono tornato da mia zia, ma lei non mi voleva più. Pioveva forte quella sera, ma lei mi ha buttato fuori di casa. Un amico mi ha ospitato, finché ho trovato lavoro come giardiniere e ho cominciato a frequentare una scuola serale.

Era da 5 anni che non sedevo su un banco, e non ricordavo molto, ma sapevo che volevo diventare un maestro.


Di giorno lavoravo e di notte studiavo, ero distrutto e contento, ma i soldi non bastavano. I risultati dei miei esami erano ottimi ma non potevo comprarmi l’uniforme e i libri, necessari per frequentare la scuola.
Andare a scuola, qui in Zambia, non è un diritto ma un privilegio. Così un giorno mi sono fatto coraggio e sono andato al Ministero dell’Istruzione per chiedere di essere aiutato, di avere un’opportunità.

È stato poco dopo che ho conosciuto i ragazzi di Cicetekelo. I volontari della Papa Giovanni mi hanno trovato e accolto, e la mia vita è cambiata.
Grazie a loro sono riuscito a finire il college e mi sono laureato in “Educazione Primaria”. Il giorno della laurea, il direttore del college mi ha convocato e mi ha proposto di collaborare con lui. Era la mia prima vera offerta di lavoro. 
Ci ho pensato qualche secondo, l’ho ringraziato e gli ho detto di no.

Senza Cicetekelo io, oggi, non sarei un maestro. 
Volevo tornare lì e restituire quel che avevo ricevuto.

 

È così che sono diventato il maestro dei bimbi di strada. Bimbi come ero io 20 anni fa. Bimbi che hanno solo bisogno di un’opportunità, di qualcuno che creda in loro. Insegno matematica, lettere e scienze, in inglese e in bemba, la lingua locale. Perché alcuni di loro l’inglese non lo sanno bene e io voglio assicurarmi che capiscano tutto e che non rimangano indietro. La scuola può salvare la vita. E ogni bimbo che studia può diventare un cittadino migliore e una risorsa in più per lo Zambia.
So che mi guardano e mi prendono come esempio. Voglio che capiscano che quello che è successo a me può succedere anche a loro, perché i sogni si possono realizzare. Ma, a volte, crederci non basta.
Serve qualcuno che ti aiuti a farlo, che ti dia una possibilità concreta. Vuoi essere tu?

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