Marius

"Girare le chiavi di casa è un gesto che ho sempre sottovalutato, ma è ciò che segna la differenza tra l’essere una persona “normale” e “un senza fissa dimora”.
Per questo, ieri sera, l’ho fatto lentamente, ringraziando.
Perché tante persone pagherebbero oro per poterlo fare di nuovo. Come Marius, che abbiamo conosciuto durante l’uscita in strada di qualche mese fa.

Marius ha 54 anni. Lo incontriamo al quarto piano di un edificio industriale in disuso. È inverno, fa freddo e tira vento. Appena ci vede scatta in piedi e comincia a raccogliere le sue cose, pronto ad andarsene. Gli diciamo di stare tranquillo, che vogliamo solo sapere se sta bene e se desidera del tè caldo. Lascia cadere la borsa, guarda per terra e rimane in silenzio alcuni istanti.

Accetta il tè, ma ci chiede, per piacere, di non avvicinarci perché è da una settimana che non si fa la doccia. È in strada da poco, è uno dei “nuovi”. Da quello che ci raccontano la prima settimana è la più dura, sei come sotto shock.

Apre il pacchetto di biscotti che gli abbiamo dato e ce li offre, un piccolo gesto che accorcia ancora di più le distanze tra di noi e lo convince a raccontarsi. Rami faceva il giardiniere e il tuttofare, poi la famiglia ha avuto dei problemi economici e non l’hanno più chiamato. Lui non ha più potuto pagare l’affitto ed è finito in strada. Quando ci racconta dei suoi figli e della sua nipotina di 8 anni si commuove.

Un po’ imbarazzato ci confida che il giorno prima è andato in un’agenzia di lavoro ma quando hanno sentito il suo odore l’hanno fatto uscire, non gli hanno neanche fatto lasciare il curriculum.

Gli diciamo di andare al centro di ascolto, che lì possono aiutarlo. Scuote la testa e ci dice di no. Ha paura di incontrare qualcuno che conosce, e che i suoi figli lo vengano a sapere. In fondo, è sempre il loro papà.
Gli lasciamo un sacco a pelo. Lui ci ringrazia e, non so perché, si scusa.

Ci scusiamo noi per averlo spaventato anche se, probabilmente, ci stiamo scusando perché lo lasciamo lì, da solo. E perché noi, una casa in cui tornare, ce l’abbiamo.
Ma girare le chiavi nella toppa, stanotte, ha davvero un sapore diverso." 

Silvia, volontaria di un Pasto al Giorno.

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