Roberto

Non mi vedeva nessuno

"Quando i miei genitori sono morti, è stato un disastro.
Non ero più un ragazzino, ma non ce la facevo a vivere da solo: sentivo le voci, avevo attacchi di panico, non mangiavo più. Prendevo una piccola pensione, ma con la depressione e l’epatite C non ce la facevo a lavorare. Sono fuggito da quella casa e sono finito a vivere in strada. Andavo nei bar, nei posti frequentati dalle persone normali, e mi sentivo a disagio: non avevo soldi, ero sporco e trasandato, non mi riconoscevano come una persona. 
 

Nessuno sembrava vedermi o, se mi vedevano, mi mandavano via.
Dopo un po’, ti convinci anche te di non valere niente e ti rendi invisibile.

 

Poi, un giorno, ho incontrato la Papa Giovanni. È stata la mia fortuna. Prendo ancora le medicine, ma ora, i miei pensieri riesco a controllarli. 
Qui alla Capanna ho riscoperto l’amicizia e il valore della vita. Di giorno mi alzo e mi sento bene, sono tranquillo e sereno. Quando sono fuori non vedo l’ora di tornare a casa. Perché adesso, la Capanna di Betlemme, è casa mia. È l’unica casa che potrò mai avere”.

Le persone che riescono a uscire dalla strada sono poche, ma qualcuno ce la fa. Le persone che hanno perso il lavoro a causa della crisi e che, abbandonate da familiari e amici, si sono ritrovate sole e senza niente, se aiutate, possono farcela a ricominciare.
Roberto no. 
La mente di Roberto è ingarbugliata dentro visioni e fobie. Anche se ha più di 60 anni, a volte diventa fragile e vulnerabile come un bambino. Per questo non potrà mai vivere da solo. 

Roberto adesso ha di nuovo una famiglia.
Vive con persone che lo amano come un fratello, persone disposte a fare di tutto per lui.

 

Roberto a parte noi, ha solo te. Quello è indispensabile per permettere a tante altre persone che non hanno più nessuno, di trovare un fratello che si prenda cura di loro. Anche per tutta la vita.
 

Ogni sera in strada c'è qualcuno in cerca di aiuto.
Il tuo sostegno è fondamentale. La tua donazione diventa pasto caldo ogni giorno, casa, diventa l’opportunità concreta di tornare a vivere.

 


PS: Ti raccontiamo le storie vere delle persone che vivono con noi.
Per tutelarle, le foto non rappresentano necessariamente le persone descritte e i nomi sono di fantasia.
 

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