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Italia

Il fiabesco fascino di Clotilde.
Subito fui colpito dal tuo fascino. Quando ti vidi per la prima volta, il tuo viso fiabesco svelava una combinazione di dolcezza e vanità, mi sembrava di stare in una favola. Intorno a te si era creata un’atmosfera di romanticismo, come se ti conoscessi prima ancora di averti incontrata, tutto appariva magico, provavo sensazioni intense, ero attratto dal tuo modo di fare grazioso e sicuro di sé, nei tuoi occhi leggevo l’intelligenza, la fierezza di una donna importante, ho un debole per te Clotilde. Conquistandomi in modo incantevole, entri nella mia vita e lasci un segno nel mio cuore.
Forse non è stato un caso che ci siamo incontrati, il destino ha voluto così”.

Salvatore ha le mani grosse, ruvide, con la pelle spessa e le unghie rovinate. Parlano di lui: sono le mani di chi dorme al freddo, di chi non le lava troppo spesso, di chi le tende in cerca di aiuto. Le mani di un senza fissa dimora.

Le stringe spesso una nell’altra, come per non farle vedere, quasi se ne vergognasse. Poi però le usa entrambe per salutarmi, quasi una sola non bastasse ad esaurire il suo slancio.
Le infila in tasca, trova quel che vuole mostrarmi, mi consegna un foglio fotocopiato. Mi spiega che l’originale è conservato in un raccoglitore nell’ufficio della sua assistente sociale. Ne ha altre copie, che distribuisce alle persone intorno a noi.
Salvatore scrive con una calligrafia che è solo sua: la “f” è un nastro annodato, la “b” sembra una chiave di violino.

Il testo è qualcosa a metà tra una lettera indirizzata a lei, Clotilde, e una poesia con cui Salvatore consegna al mondo il suo sentire.

La donna, mi racconta, esiste davvero, lui l’ha incontrata in un giorno lontano e da allora non l’ha più dimenticata. la cerca ogni giorno nei volti dei passanti e quando la troverà sarà pronto a consegnarle questo scritto. Forse, chissà, si prenderanno per mano sotto la Madonnina e andranno via insieme.

Penso, ripiegando il foglio, che Salvatore è un piccolo miracolo, di quelli che così spesso si incontrano per strada. Perché, con la vita che fa, ha delle mani così brutte, ma così tanta bellezza nel cuore.

Ogni sera, in tutta Italia, con le nostre Unità di Strada portiamo attenzioni e conforto a chi vive in strada.
Incontriamo tante persone con il cuore bello come quello di Salvatore, che nonostante tutto non perdono la speranza che, un giorno, le cose cambieranno.
Noi vogliamo che questa speranza diventi concreta. Con il tuo aiuto è davvero possibile.

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Salvatore

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Scrive con una calligrafia che è solo sua: la “f” è un nastro annodato, la “b” sembra una chiave di violino, consegnando al mondo i suoi sentimenti.

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