Una tavola
ci unisce.
Insieme
facciamo posto alla dignità.
Insieme
facciamo posto alla dignità.
Ogni giorno la Comunità Papa Giovanni XXIII prepara una lunga tavola dove gli ultimi del mondo sono i primi a sedersi. Con il tuo sostegno a Un Pasto al Giorno garantisci oltre 7 milioni e mezzo di pasti all’anno nelle nostre case di accoglienza, centri nutrizionali, mense per i poveri e mense scolastiche. Qui, seduti l’uno accanto all’altro, ci riconosciamo fratelli e sorelle e tutti ritrovano la loro dignità.
Aiutaci anche tu, non per carità ma per giustizia.
Siamo convinti che insieme, mettendo ciascuno la propria parte, possiamo realizzare ciò che da soli non riusciremmo mai a fare. Ecco perché quest’anno abbiamo pensato ad un puzzle, simbolo di ciò che solo insieme acquista vero senso e perfetto per rappresentare la grande tavola attorno alla quale ci riuniamo, in tutto il mondo: dalle case famiglia alle mense per i poveri in Italia, dai centri nutrizionali ai progetti scolastici in Africa, Asia, America Latina. A chi sceglierà di sostenerci, consegneremo un tassello di questo puzzle, trasformato in calamita, come segno del gesto compiuto.
Se desideri puoi richiedere il puzzle completo. Clicca sul pulsante qui sotto e scopri come averlo.
ACCOGLIENZA
Accogli in una vera CASA chi vive ai margini della società, perché un pasto condiviso e il calore di una FAMIGLIA restituiscono dignità e futuro.
NUTRIZIONE
Garantisci CIBO e sostegno alimentare per combattere la malnutrizione e dare a ogni bambino il DIRITTO DI CRESCERE. Un pasto che salva la vita.
SVILUPPO
Crei OPPORTUNITÀ LAVORATIVE, di formazione e microcredito per restituire DIGNITÀ attraverso il lavoro a donne e uomini fragili, con disabilità o affetti da dipendenze.
ISTRUZIONE
Difendi il DIRITTO ALLO STUDIO per bambini, bambine e ragazzi di strada perché nutrire la mente è fondamentale quanto riempire la pancia.
Unisciti alla nostra tavola. Insieme contro la fame nel mondo.
Persone come noi che hanno visto crollare certezze, perso lavoro e stipendio e che si aggiungono alle tante altre che nel mondo, ogni giorno, soffrono e hanno fame.
Per loro è importante mangiare, ma è altrettanto importante sentirsi accolti, curati, considerati.
PERSONE NEL MONDO CHE
SOFFRONO LA FAME
(Rapporto SOFI 2026 della FAO)
BAMBINI SOTTO I 5 ANNI
CHE SOFFRONO LA FAME
(Rapporto SOFI 2026 della FAO)
FAMIGLIE IN ITALIA
IN POVERTÀ ASSOLUTA
(Istat 2024)
PERSONE IN ITALIA
IN POVERTÀ ASSOLUTA
(Istat 2024)
La Comunità Papa Giovanni XXIII offre una casa, una famiglia, un lavoro, una rete di relazioni, un aiuto concreto per ritrovare la propria autonomia. Ogni giorno viviamo con loro e li ascoltiamo per costruire insieme un percorso di vita, in Italia e in circa 40 paesi del mondo.
Il nostro intervento
Milena viveva in strada. L’abbiamo accolta alla Capanna di Betlemme e qui ha trovato una famiglia.
Steven è stato accolto nella nostra casa quando aveva solo 5 anni. Oggi vuole diventare uno chef.
Daniela è una ragazza di 38 anni che non si perde d’animo nel risollevarsi dopo aver perso la casa e il lavoro.
Tina e Bina nel nostro villaggio a Chalna sono cresciute circondate dall’amore della nostra grande famiglia.
Nambo è nato con una grave disabilità, ma oggi nel nostro Centro Mary Christine a Ndola sta imparando un mestiere.
Le persone che soffrono la fame sono più di quelle che pensiamo e sono anche molto vicine a noi. Con “UN PASTO AL GIORNO” possiamo preparare 7 milioni e mezzo di pasti all’anno, ma soprattutto accogliere con amore e cura ogni persona che si siede alla nostra tavola e far sì che ci sia posto per tutti.
Oggi ti chiediamo di contribuire a costruire questa tavola e ti invitiamo a sedere con noi.
Con una piccola donazione ricevi il nostro libretto “La preghiera che ci unisce. Voci dal cuore di un popolo che non ha voce”.
In queste pagine abbiamo raccolto le diverse voci della nostra grande famiglia: 52 preghiere, come le settimane di un anno, dettate dal cuore di chi ha scelto per la vita di donarsi agli ultimi del mondo e di chi ha vissuto sulla propria pelle l’emarginazione, la povertà e l’ingiustizia.